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La parrocchiale di S. Antonio Abate

Documenti di archivio e fonti storiche civili ed ecclesiastiche attestano l’esistenza di una più antica chiesa dedicata a S. Antonio Abate, soggetta alla pieve di Albera, situata sulla sponda sinistra del torrente Sisola, sotto la Ripa, vicino al ritale S. Antonio distante circa 150 metri dal villaggio di Rocchetta di cui abbiamo notizie certe a partire dal XIII secolo. Si ipotizza che la sua fondazione sia coeva o di poco posteriore al borgo. In un elenco delle chiese della diocesi di Tortona del 1523, viene indicata come “Ecclesia S. Antonimi de la Rocheta unita cum dicta plebe”. A partire da questa data possiamo seguirne la storia nelle relazioni delle visite pastorali dei vescovi di Tortona, alla cui diocesi apparteneva, istituite dopo il Concilio di Trento per uniformare il clero alla disciplina conciliare, avvenute negli anni 1579, 1605, 1607, 1655. In particolare nel mese di maggio del 1655 la chiesa di S. Antonio di Rocchetta, di  cui si cita in  copia il testo dell’iscrizione sopra la porta, fu separata da quella di Albera e fu eletto, in primo sacerdote con cura d’anime, il reverendo Paolo Maria Morando, dopo che  gli uomini di Rocchetta e di Pagliaro Inferiore riunitisi dinnanzi alla chiesa si erano impegnati ad aumentare il censo in lire genovesi, grano e vino in favore della parrocchia e della costruzione della casa del parroco. Da questa data si conservano i registri parrocchiali conservati nel’attuale Chiesa di Rocchetta.
Successivamente la corrispondenza tra i vescovi di Tortona, l’Ammiraglio e Gran Priore di Lombardia e Generale delle galere del Sovrano Ordine di Malta Raffaele Spinola e suo fratello il feudatario Marchese di Roccaforte e Rocchetta Napoleone IV Spinola, da notizia tra il 1607 e il 1654 della volontà degli uomini di Rocchetta di rifondare la chiesa e ricostruirla nel nuovo borgo che si stava ormai sviluppando sulla riva destra del Sisola “essendo quel luogo in assai certa disposizione d’aumentarli di numerosa abitazione stante un solenne cottidiano Mercato che per l’opportunità del suo sito vi ho introdotto anderà altresì alla giornata crescendo con nove primizie al Parroco le rendite”. Finalmente, “ottenuta la facoltà della Curia vescovile di Tortona, io Luca Grossi Prevosto di Albera  ho posto la prima pietra della Chiesa si S. Antonio Abate, da costruirsi a spese dell’Ill.mo marchese Napoleone Spinola Patrono in comodità del popolo di Rocchetta. In fede di quanto sopra, firmato Luca Grossi”
La nuova chiesa, con la stessa intitolazione, fu costruita tra il 1663 e il 1665 e le visite pastorali degli anni 1668, 1687, 1787 ne danno ampie informazioni.

Nella sua imponenza, la Chiesa, costruita ‘sopra il ‘Monte d’alto Borgo’ di fronte a Palazzo Spinola, probabilmente dalle stesse maestranze che edificarono la coeva Chiesa di Roccaforte, ben rappresenta la potenza e la ricchezza dei committenti. Nonostante questo, l’aspetto esteriore suggerisce appena la maestosità interna. La facciata, rivolta a occidente è tripartita da 4 grandi lesene corinzie sormontate da un doppio cornicione modanato.  Ai lati del portale d'ingresso sono collocate due nicchie con le statue di S. Pietro a sinistra e S. Paolo a destra. Una seconda cornice sottolinea il timpano superiore al centro del quale spicca un cartiglio con stucchi raffiguranti la mitra, il libro e il bastone con il campanello, attribuiti a Sant’Antonio Abate. Nella fascia tra i due cornicioni, al centro, si apre una finestra serliana. Le fiancate esterne sono intonacate e scandite da lesene.
L’interno è a pianta rettangolare delle dimensioni di 323 metri. di lunghezza, 10 di larghezza e 16 di altezza, a navata unica con una grande volta, una profonda abside e quattro altari laterali dedicati, a sinistra, a S. Francesco Saverio e alla Vergine, a destra a S. Francesco da Paola e alla Veronica. Tre gradini di marmo separano il presbiterio dalla chiesa e nel retro dell’altare maggiore vi è un ampio coro seicentesco di pregevole lavorazione in legno di noce con sedili e genuflessoi ornati, intagliato nella parte centrale dove è collocata la grande tela del 1780, con la gloria di S. Antonio Abate, che sembra raffigurare, sullo sfondo, la primitiva chiesa, sulla sponda opposta del Sisola, dedicata a S. Antonio e poi abbandonata. In gran parte seicentesca è la decorazione interna in stucco modellato e dipinto dei quattro altari  che hanno colonne tortili con capitelli di stile composito e fastigi spezzati ornati con sculture e delle nicchie ai lati del presbiterio contenenti le statue lignee della Madonna del Rosario e di S.Anna. Gli arredi settecenteschi sono donazioni della popolazione e del marchese Giovanni Battista Spinola: le acquesantiere marmoree all'ingresso, i dipinti degli altari laterali, la balaustrata in marmo bianco e giallo che precede il bellissimo altare maggiore, pure settecentesco, in marmi policromi ornato da cherubini ed elementi conchigliari, che ricorda i committenti con due grandi stemmi Spinola ai lati della mensa e il bellissimo organo della seconda metà del ‘700 con una cassa ad ante dipinte con strumenti musicali collocata su una cantoria in legno dipinto. Il pavimento in marmo é stato posato nel 1881 e la decorazione della volta, che prosegue quella più antica del catino absidale con angeli che si affacciano da illusionistiche balconate, fu eseguita da Clemente Salsa nel1938.

Sul lato destro della Chiesa in posizione arretrata è la canonica e dietro, di fianco all’abside, il bellissimo ed elegante campanile che si eleva su un basamento a scarpa molto pronunciata, ha profili mistilinei sui lati e un'alta cella campanaria sormontata da una cupola ottagonale. Sono stati fatti costruire alla fine del ‘700  dal marchese Carlo Napoleone Spinola ultimo discendente diretto della famiglia.
 


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