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Le fontane

All'epoca di Napoleone IV Spinola Rocchetta era dotata di diversi mulini, di cui esistono documenti e testimonianze. Tuttora è rintracciabile l’antico sistema di canalizzazione costituito da una roggia sostenuta da massicciate, dotata di chiuse e ramificazioni secondarie per convogliare l'acqua del Torrente Borbera in una rete di raccolta, distribuzione e deflusso di acque pubbliche(1): acque bianche che un tempo scorrevano interamente a cielo aperto, per irrigare orti e giardini, (allora giardini camerali), acque sporche che erano convogliate in un largo canale fognario, andato purtroppo distrutto in epoche recenti ma di cui esistono tratti e rovine al di sotto della strada. Non mancavano poi, e sono ancora rintracciabili ai quattro angoli di Palazzo Spinola, quattro pozzi per la raccolta e il deflusso delle acque. Da questo sistema in gran parte ancora in uso sono alimentate due delle tre fontane seicentesche esistenti, le quali evidenziano nelle caratteristiche costruttive le loro diverse funzioni.

La fontana sul piazzale  davanti al Palazzo Spinola(2) ha le caratteristiche di un ninfeo collocato, con un notevole impatto scenografico, al centro del muro di sostegno del piazzale superiore dove si concentrano gli edifici del luogo di culto: l’imponente parrocchiale con annessi il campanile e la canonica.
La slanciata ed elegante fontana sormonta una grande vasca di pietra e si addossa alla parete elevandosi un paio di metri al di sopra di essa,  creando lo sfondo ideale per il raccordo dei due livelli, assicurato dalle due lunghe rampe laterali di salita che tagliano visivamente, con un andamento obliquo e simmetrico il muro. Il prospetto è caratterizzato dalla profondità del nicchione e dal contrasto chiaro delle due larghe lesene, alte fin sotto gli spioventi del tetto a capanna, e del cornicione orizzontale, dal profilo sottile, stondato, su cui si innesta la semicupola a tutto sesto che spezza, sul fronte, le due lesene. Al centro, alto sulla vasca, un bel mascherone di marmo bianco erutta il getto d’acqua direttamente dalla bocca (3).
Sullo stesso piazzale, é  stata rinvenuta una grande fontana con caratteristiche di lavatoio coperto. Si trova all'interno di un bel palazzetto in pietra, con muri a scarpa, privato, ed è sottolineata in facciata da un grande arco ancora visibile al di sopra dell’ingresso. Si tratta, probabilmente, di uno dei due lavatoi pubblici situati in posizione simmetrica ai lati della fontana centrale, come sembrerebbe dalle tracce ancora visibili sul muro della casa sul posto.

Lungo la via del paese si trova il fontanile dove si abbeveravano i muli in transito(4). È  situato sull'asse principale della roggia, dove erano dislocati i mulini ancora rintracciabili nelle mura di alcune costruzioni. La lunga vasca è racchiusa in una profonda nicchia voltata, scavata in un edificio dell'epoca, che spezza la continuità della facciata intonacata, con un grande arco ribassato, centinato con un profilo in pietra. Anche la bella volta e le pareti della vasca, recentemente restaurate, sono in pietra a vista.  L’acqua sgorga dalla parete di fondo attraverso due distinti gocciolatoi in rame, al di sopra dei quali, sulla sinistra in alto, una finestrella lascia intravedere un vano retrostante incluso, forse legato al passaggio o ai locali di servizio collegati al mulino superiore.
L’edificio di fronte è, indicato nei documenti d’archivio come il ’palazzo pretorio’ o ‘ex pretoriale’. Vi alloggiavano gli agenti e i procuratori del feudo. Nell’androne, coperto di volta a vele, è collocata, a sinistra  del cancello al, di sopra di una porta, una pietra con antiche incisioni cruciformi.



 

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